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Erbil
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mwfqErbil o mwfgArbil (mwfwin arabo اربيل‎?, Arbīl; ufficialmente هه‌ولێر mwgaHewlêr in mwgqcurdo; in mwggsiriaco: ܐܪܒܝܠ, mwgwArbaelo; in mwhagreco: mwhqἌρβηλα), storicamente mwhgArbelacite-ref-2[2], è una mwiwcittà della mwjaRegione del Kurdistan, entità autonoma dell'mwjqIraq. Nel mwjg2022 la sua popolazione era di 1mwjw 612mwka 700 abitanti (calcolati)cite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1]. È situata 77 chilometri ad est di mwlqMosul.

Contents

Storia
Musei
Note

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Storia

Il primo insediamento attestato nell'area risale al mwnaXXIII secolo a.C. e per questo motivo si ritiene che Arbil sia una delle città più antiche e con la più lunga continuità in tema di urbanizzazione. Il nome della città sembra non avere origini mwnqsemitiche come farebbe supporre la contiguità con l'area linguistica mwngaccadica. La sillaba iniziale mwnwar, infatti, sembra appartenere al gruppo linguistico della mwoalingua urrita. Il nome mwoqArbil appare per la prima volta in alcuni scritti sacri mwogsumeri risalenti al mwow2000 a.C.. In seguito il nome, attraverso varie trasformazioni e la probabile sovrapposizione di un'etimologia popolare, venne rappresentato nella scrittura cuneiforme con i segni dal significato "quattro dei" che in accadico suonano "arba-il".

mwpqAmar-Sin, sovrano della III dinastia di Ur, saccheggiò Arbil attorno al 1975 a.C. In seguito Arbil fece parte dell'mwpgImpero assiro dal mwpwXX secolo a.C. fino al 608 a.C. e in seguito venne inglobata nella provincia di mwqaAssiria sotto i domini persiano, greco, romano, partico e sasanide.

Durante la dominazione dei mwqgMedi, il re mwqwCiassare avrebbe trasferito nella città una parte dell'antica tribù persiana dei Sagartiani probabilmente per ricompersarli del loro aiuto nella cattura di mwrqNinive. L'imperatore persiano mwrgCiro il Grande quando occupò l'mwrwAssiria nel 547 a.C. la trasformò in una satrapia, chiamata in antico persiano "Aθurā", la quale ebbe come capitale Arbil.

Nell'antichità classica Arbil era conosciuta in Occidente come Arbela e viene ricordata per la battaglia nella quale mwsqAlessandro Magno sconfisse definitivamente l'mwsgimperatore mwswachemenide mwtaDario III di Persia. In realtà la battaglia si svolse nella piana di mwtqGaugamela a circa 100 chilometri di distanza da Arbil. Tuttavia il fatto storico che pose fine all'mwtgImpero achemenide viene ricordato indifferentemente come mwtwbattaglia di Gaugamela o battaglia di Arbela.

Ad Arbela si rifugiò poi lo sconfitto Dario III, il quale in seguito trovò la morte per mano del mwuqsatrapo della mwugBattriana mwuwBesso.

Arbil fece parte della regione disputata fra Roma e l'mwvqImpero sasanide. L'antico regno siriaco di mwvgAdiabene (la forma greca dell'arabo Ḥadyab) aveva il suo epicentro in Arbil. Nel mwvwI secolo d.C la regina Elena di Adiabene si convertì al mwwqgiudaismo. In conseguenza di ciò, in città, lo studio del mwwgTalmud divenne particolarmente fiorente. Durante il primo e il secondo secolo gran parte della popolazione si convertì al mwwwcristianesimo. Viene tramandato il nome di mwxaPkidha che fu il primo vescovo della città a partire dal 104. Fino al tardo mwxqMedioevo Arbil fu uno dei centri più importanti del mwxgcristianesimo siriaco e divenne sede del metropolita della mwxwChiesa d'Oriente. Il fatto che molti dei primi vescovi della città avessero nomi di origine biblica ha indotto gli studiosi a pensare che gran parte di essi fosse di origine mwyagiudea. Nel periodo cristiano la città fu la patria di padri della chiesa e di numerosi scrittori in mwyqlingua siriaca.

Arbil con l'espansione dell'mwywIslam si trovò presto inglobata nel mwzaCaliffato arabo prima sotto gli mwzqOmayyadi e poi sotto gli mwzgAbbasidi. In seguito si succedettero le dominazioni della dinastia persiana dei mwzwBuyidi, dei turchi mwaaSelgiuchidi e dei mwaqTurkmeni mwagAtabeg di Arbil i quali regnarono per poco più di un secolo fra il 1131 e il 1232. Con l'invasione mongola si impose la dinastia degli mwawIlkhanidi, alla quale succedettero prima i mwbaGialairidi e poi i mwbqKara Koyunlu e gli mwbgAk Koyunlu. Arbil è la patria dello storico e scrittore mwbwIbn Khallikan, vissuto nel mwcaXIII secolo.

La comunità dei cittadini di mwcglingua aramaica rimase significativa fino alla distruzione di Arbil da parte delle truppe di mwcwTamerlano avvenuta nel 1397. In città è comunque rimasta fino agli mwdaanni '50 del mwdqXX secolo una fiorente mwdgcomunità ebraica, in seguito emigrata in gran parte in mwdwIsraele, la quale parlava fino in tempi recenti un dialetto della lingua aramaica.

Monumenti e luoghi di interesse

La cittadella di Erbil

La Cittadella di Erbil è un mwewtell occupato nel cuore storico di Erbil, che si erge tra i 25 e i 32 metri dalla pianura circostante. Gli edifici sulla sommità del tell si estendono su un'area approssimativamente ovale di 430 per 340 metri, occupando 102.000 metri quadrati. È stato affermato che il sito è la più antica città abitata ininterrottamente al mondo. Le prime testimonianze dell'occupazione del tumulo della cittadella risalgono al mwfaV millennio a.C. e forse anche prima. Appare per la prima volta nelle fonti storiche durante il periodo Ur III e acquisisce particolare importanza durante il periodo dell'mwfqImpero assiro (dal X al VII secolo a.C.). A ovest della cittadella, nel quartiere di Ary Kon, è stata scavata una tomba a camera risalente al periodo dell'impero assiro. Durante il mwfgperiodo sasanide e il mwfwcaliffato abbaside, Erbil fu un importante centro per il cristianesimo siriaco e per gli assiri in generale. Dopo la conquista della cittadella da parte dei mwgaMongoli nel mwgq1258, l'importanza di Erbil iniziò a declinare.

Nel corso del mwgwXX secolo, la struttura urbana è stata significativamente modificata, con la conseguente distruzione di numerose case ed edifici pubblici. Nel mwha2007 è stata istituita l'Alta Commissione per la Rivitalizzazione della Cittadella di Erbil per supervisionare il restauro della cittadella. Nello stesso anno, tutti gli abitanti, tranne una famiglia, sono stati sfrattati dalla cittadella nell'ambito di un ampio progetto di restauro. Da allora, ricerche archeologiche e lavori di restauro sono stati condotti all'interno e nei dintorni del tell da diverse équipe internazionali e in collaborazione con specialisti locali, e molte aree rimangono off-limits per i visitatori a causa del pericolo di muri e infrastrutture instabili. Il governo prevede di far vivere 50 famiglie nella cittadella una volta ristrutturata.

L'unica struttura religiosa che attualmente sopravvive nella cittadella è la moschea del Mulla Effendi. Quando era completamente occupata, la cittadella era divisa in tre distretti o mahalla: da est a ovest il Serai, il Takya e il Topkhana. Il Serai era occupato da famiglie importanti; il quartiere Takya prendeva il nome dalle case dei mwhgdervisci, chiamate mwhwtakyas; il quartiere Topkhana ospitava artigiani e contadini. Altri luoghi da visitare nella cittadella sono le sale da bagno (hammam) costruite nel mwia1775 e situate vicino alla moschea e il Museo del Tessuto. La cittadella di Erbil è stata iscritta nella mwiqLista del Patrimonio dell'Umanità il 21 giugno 2014.

Società

La città è prevalentemente mwjacurda e conta minoranze di mwjqturkmeni e mwjgassiri, oltre che di mwjwarabi.

La popolazione turkmena di Erbil è stimata in circa 300.000 persone. Risiedono principalmente nei quartieri di Taci, Mareke e Three Tak nel centro di Erbil, intorno alla cittadella. Fino al 2006, vivevano nei quartieri Tophane, Tekke e Saray della cittadella, che contenevano quasi 700 case. Nel 2006, la cittadella è stata svuotata e i turkmeni presenti sono stati trasferiti in altri quartieri. I turkmeni partecipano alle istituzioni politiche del KRG, compreso il parlamento.

Il quartiere Ankawa di Erbil è popolato principalmente da assiri cristian, e ospita circa 40 chiese.

Cultura

Musei

• Museo della tessitura curda

Infrastrutture e trasporti

La città è servita dall'mwmqaeroporto Internazionale di Erbil, aperto nel mwmg2010, è uno dei più trafficati del Paese e dispone di una mwmwpista d'atterraggio tra le più lunghe al mondocite-ref-3[3].

Amministrazione

Gemellaggi

• mwpqNashville

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwrgAll Populations
cite-note-22. mwsg mwswmwtaBruno Migliorini mwtqet al., mwtgmwtwScheda sul lemma "Arbela"mwug, in mwwgmwwwDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwxaISBNmwxq 978-88-397-1478-7.mwxw
cite-note-33. mwywEIA - mwzaThe Airport

Altri progetti

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• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Erbil
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Erbil

Collegamenti esterni

• citerefsapere-itArbil (città), su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Michael Gunter, Erbil, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mw0wScheda UNESCO, su whc.unesco.org.